“Come Uber o Deliveroo, ma per le acconciature” sostiene Darren Tenkorang, 24 anni, che da più di un anno guida per le strade di Londra sull’onda del fenomeno che, avente la sua origine in America, si sta decentrando anche nel resto del mondo.

Per una grande fetta di utenza infatti, in antitesi rispetto a tutte le altre persone che vivono il taglio di capelli non solo come momento fine all’ammodernare il proprio look, ma anche come un apostrofo di convivialità, relax e svago tra la vita quotidiana e gli impegni, c’è anche chi ha sempre fretta e ha bisogno di sbrigare le faccende secondarie il più velocemente possibile.

Con questa idea in mente, nel 2018, a Kansas City viene avviata l’attività di barber shop truck di nome “Barbara”, nel 2019, a Londra, nasce Trim-It, che lavora solo su appuntamento ottenibile tramite app.

A voler tuttavia “spaccare il capello in quattro” (è il caso di dire), già nel 2016 in Italia si poteva assistere alla quasi-nascita del primo hair truck: Francesca Lattante e Michela Pulieri, vinto il primo premio del concorso di Perlana for Women si adoperano per acquistare il furgone e l’attrezzatura necessaria: la burocrazia però, come spesso accade, non resta al passo delle idee innovative e dice no. Non è possibile svolgere attività artigianali nella modalità itinerante. Gli imprenditori, tuttavia, si sa che non si lasciano scoraggiare facilmente e molti di loro, armatisi di consulenze delle associazioni commercianti di zona, sono riusciti ad avviare la propria attività non fornendo direttamente il servizio artigianale, ma affiancandolo ad un servizio commerciale predominante: -vendo un’ottima tintura per capelli e se vuoi, te la applico io.-

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