Con l’inizio della fase 2, anche i venditori ambulanti possono finalmente vedere uno spiraglio di luce che timidamente dirada le nuvole degli oltre due mesi di fermo causati dal Covid-19.

In tutta Italia pian piano si ritorna alla vita “normale”, ma non è ancora ben chiara la situazione operativa e lavorativa per tutti coloro che hanno fatto dell’attività ambulante il loro lavoro: le ordinanze variano da comune a comune, sebbene siano state delineate alcune linee guida comuni che andremo ad analizzare in questo articolo.

Su tutto il territorio nazionale, i comuni hanno adottato precise regolamentazioni per garantire lo stato di salute ad operatori merceologici e clienti, con alcune variazioni da comune a comune, ma le linee guida principali sono le seguenti:

  • Obbligo di mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro: questa distanza preventiva può essere anche definita mediante l’utilizzo di segnaletica.
  • Definizione di un numero massimo di clienti che possono affacciarsi al banco vendita: tale numero è definito in base alle dimensioni del banco.
  • Utilizzo da parte dei negozianti  di mascherine e guanti: in alcuni comuni è inoltre obbligatorio metterli a disposizione dei clienti insieme a sistemi di igienizzazione.
  • Divieto di mettere in vendita beni usati.

In alcuni comuni, le ristrettezze sono maggiori: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, in previsione dell’apertura di tutti i mercati del comune di Venezia, ha imposto che i negozianti effettuino la vendita solo frontalmente e ha sospeso la partecipazione ai mercati degli operatori precari.

Il mercato di Imola avrà linee guida differenti: saranno presidiati i varchi di accesso al mercato, sarà consentita la vendita di beni usati previa igienizzazione degli stessi e agli operatori non sarà imposto di utilizzare i guanti protettivi a patto che utilizzino spesso sistemi disinfettanti.

Ristrettezze più rigide per il mercato del luinese, in provincia di Varese, che limita i posti per i negozianti a 50, per i clienti a 200 con obbligo di distanza di 1.5 metri e di indossare mascherine e guanti, obbligo esteso anche agli operatori. Sarà necessario inoltre disporsi sui posteggi in base al proprio settore merceologico.

Per ovviare al disagio causato dalla limitazione della clientela a banco, la maggior parte dei comuni ha esteso l’orario di mercato da una a due ore in più.

Saranno dunque uniche per ogni comune le disposizioni per il mercato, severe si, ma necessarie per garantire lo stato di salute di tutti oltre che la possibilità di ricominciare a lavorare per tutti i negozianti ambulanti.

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